mercoledì 29 giugno 2011

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Fruits Basket - La maledizione dello zodiaco cinese

Toru Honda con Kyo Soma (il gatto)
Fruits Basket è un manga ad opera di Natsuki Takaya e narra la storia della sfortunata e ricchissima famiglia Soma, afflitta da una terribile maledizione che trasforma alcuni dei suoi membri in animali dello zodiaco cinese quando vengono abbracciati da persone del sesso opposto al loro. Tre persone vittime del maleficio, Kyo, Yuki e Shigure, vivono in una struttura distaccata dalla villa principale e un giorno trovano Toru Honda, un studentessa delle superiori, che campeggia nella loro sterminata proprietà. La poveretta è orfana di entrambi i genitori e nessuno dei suoi parenti vuole prendersi cura di lei, così i tre Soma, inteneriti dalla sua situazione, decidono di ospitarla in cambio di qualche lavoro domestico (la casa era ormai ridotta ad una discarica abusiva). Ovviamente il loro segreto viene alla luce quasi subito, dato che la giovane per sbaglio abbraccia prima Kyo (posseduto dallo spirito del gatto), poi Yuki (il topo) e subito dopo anche Shigure (il cane) e si trova con tre simpatici animaletti al posto dei suoi coinquilini. Dopo un brevissimo momento di smarrimento la ragazza decide di accettare la situazione e di rimanere a vivere lì, entrando pian piano in contatto con gli altri membri della famiglia.


Toru con Kyo (il gatto) e Yuki (il topo)
La dolcezza e la bontà della ragazza riesce a infrangere la cortina di diffidenza che i personaggi maledetti hanno nei confronti del mondo e, man mano che li conosce, riesce a spingerli ad aprire il loro cuore e ad aiutarli a superare le loro sofferenze. Tutti i membri dello “zodiaco cinese” hanno alle loro spalle delle storie di violenza e abbandono, dovute proprio alla loro condizione, che li spingono ad avere dei comportamenti spesso stravaganti. Sono come tanti animali feriti che cercano solo qualcuno che sia in grado di lenire il loro dolore ma che allo stesso tempo non vogliono aprirsi al prossimo per paura di essere ulteriormente maltrattati. Per alcuni di loro sarà proprio Toru la giusta medicina e riuscirà a farli uscire dal loro guscio e ad aiutarli (Kyo, Yuki, Momiji, Kisa, Hiro), per altri lei sarà solo uno spunto iniziale e a salvarli dal loro isolamento interverranno altri personaggi (Hatori, Rin, Kureno, Ayame) , altri ancora riusciranno a salvarsi da soli una volta che il tetro spirito della famiglia viene infranto dalla gioia di vivere di Toru (Shigure, Hatsuharu, Ritsu, Kagura). In tutto questo aleggia la figura di Akito, il terribile capofamiglia, che ha un potere assoluto e soprannaturale tra le vittime della maledizione ed è causa di alcuni dei loro traumi peggiori e loro incubo ricorrente. I personaggi sono veramente tantissimi, tutti molto diversi tra di loro e ben caratterizzati dal punto di vista psicologico. Ad ognuno verrà dedicato il giusto spazio nella trama, approfondendone le storie e permettendogli di crescere e di evolvere. Personalmente mi piacciono tutti ma adoro Kyo, il gatto, goffo, tenero e adorabile, e Hatsuharu, la mucca con due personalità. 

Toru con i personaggi colpiti dalla maledizione dello zodiaco cinese
Non bisogna farsi trarre in inganno da quanto ho scritto in precedenza perché Fruits Basket non è affatto una storia triste e cupa, anzi, pur avendo dei momenti più seri, è fondamentalmente un manga divertente ed emozionante che riesce a farsi amare fin dai primi volumi. I personaggi sono assolutamente trascinanti e riescono in moltissime occasioni a strappare più di un sorriso al lettore con le loro espressioni buffe e le loro battute fulminanti. Oltre al fatto che la stessa maledizione sarà più di una volta causa di situazioni comiche, paradossali e ridicole. Cosa ancora più importante si tratta fondamentalmente di una lunga storia d’amore, dove ogni personaggio riuscirà a trovare il proprio partner ideale, superando gli ostacoli che vengono posti sul suo cammino. Confesso che da questo punto di vista ho tifato per Kyo dal primo momento nella “disputa” per Toru, la protagonista. La trama è ben sceneggiata e si dipana in modo naturale, intrecciando i destini dei personaggi in modo spesso inaspettato ma sempre brillante e incredibilmente funzionale, stupendo il lettore più di una volta quando tutti i tasselli della storia coincidono in maniera perfetta e mai forzata. 

Toru con Yuki durante una vacanza
in unadelle tenute della famiglia Soma
Il punto più debole dell’intera opera è forse il disegno, che, pur essendo di discreto livello, spesso è un po' inconsistente e a tratti abbozzato. L’autrice tende a disegnare i volti dei personaggi tutti uguali (si distinguano principalmente per le capigliature) e troppo spesso non si preoccupa di inserire dei veri e propri sfondi ma si accontenta di effetti grafici realizzati con l’uso di retini. Il tratto delicato e tipicamente shojo (occhi giganteschi, capelli fluenti, corpi esili) si addice bene all’opera, aiutando a rappresentare la dolcezza di certe situazioni e la profonda malinconia che avvolge la vita di quasi tutti i personaggi che, a causa della maledizione (o di altre sfortune assortite), si trovano con un indesiderato destino fin dalla propria nascita. In tutto questo l’autrice è bravissima a realizzare espressioni buffe e faccine super deformed per le scene divertenti. 

Da questo manga è stata tratta anche una serie di ventisei episodi che racconta la prima parte della serie, anticipando alcune cose e concludendosi con la scoperta da parte di Toru delle vera natura della maledizione del gatto. Il character design è assolutamente fedele a quello della Takaya (anche nelle espressioni buffe), snello e leggero, e l’uso di una tavolozza cromatica a base di tinte pastello si adatta benissimo allo spirito dell’opera. Le animazioni sono abbastanza fluide e ben realizzate e la colonna sonora sottolinea le parti più importanti, pur non essendo memorabile. Dal punto di vista tecnico si tratta indubbiamente di un buon anime ma sicuramente non di un capolavoro ed è un vero peccato che manchi una parte molto interessante del manga originale che meritava una trasposizione animata. 

I personaggi nella versione animata
In definitiva Fruits basket (abbreviato in Furuba) è un’ottima opera, introspettiva e seria, ma allo stesso tempo divertente , frizzante e ricca di misteri, che sicuramente mi sento di consigliare a chiunque voglia leggere una bella storia, ben sceneggiata e completa. Per chi ancora non la conoscesse suggerisco di cominciare con l’anime (disponibile in giapponese con sottotitoli) come ho fatto io. Dopo non ho potuto resistere e ho recuperato la serie in ventitré volumi, edita dalla Dynit, che racconta la storia completa e contiene anche il dolcissimo vero finale. E poi, credo di averlo già detto, ma non si può che amare certi personaggi per cui non lasciatevelo sfuggire!
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SCRITTO DA: Acalia Fenders

Sono una blogger di Torino che si occupa di fumetti e animazione dal 2010. I mei interessi spaziano dai classici fumetti (di cui ha una considerevole collezione) ai telefilm, dai film ai cartoni animati (anime e non!). Amo il Giappone e ho una sconsiderata e inarrestabile passione per Batman.





6 commenti :

  1. ohhhhh io ho adorato questo anime e ho anche letto le prime scans del manga.
    poi vabbè, toru e il gatto li amo , sono troppo belli, vorrei tanto anche una seconda serie perchè non c'è stato neanche un bacio tra i due !

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  2. Kyo è impossibile non amarlo, è troppo bello come personaggio ^^

    Sulla seconda serie dubito molto, ormai il manga è completo da un pezzo. Se è una svolta più romantica che cerchi (o meglio che i piccionicini combinino finalmente qualcosa ;-P) nel manga c'è assolutamente. C'è tutta una parte abbastanza lunga dedicata a Toru e Kyo ^^

    C'è anche tutta una lunga sezione che tratta della rottura della maledizione che nell'anime non viene nemmeno citata.
    Se la serie ti è piaciuta allora il manga, che completa la storia e dove compaiono anche gli animali dello zodiaco che nel cartone non c'erano (Rin, il cavallo e Kureno, il gallo), ti piacerà sicuramente.

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  3. mmm ... e in quali capitoli i due combinano ? almeno leggo solo quelli xD

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  4. Negli ultimi volumi, ma la cosa è molto legata alla maledizione (e alla sua rottura) e al passato della mamma di Toru, se non conosci quello è un po' difficile unire i tasselli. Anche perchè i personaggi evolvono parecchio da quando sono ragazzini (la parte dell'anime). C'è anche un cambio di rappresentazione grafica. ^^

    Diciamo che sono circa gli ultimi tre volumi ad avere la conclusione della parte romantica ma è inframezzata da eventi legati a Akito e ad altri personaggi introdotti solo nel manga. Il rapporto tra Kyo e Toru è bello proprio perchè è costruito nel tempo.
    Comunque, parlando di cose pratiche, i capitoli sono dal 120 fino all'ultimo, anche se in mezzo ci sono anche le conclusioni delle storie degli altri personaggi. ^^

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  5. Sono d'accordo con la recensione, è un manga molto gradevole, a volte quasi struggente ed è impossibile non innamorarsi subito di Kyo.

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  6. Kyo è veramente adorabile, ho tifato per lui fin dalla prima vignetta in cui compare. E' troppo meravigliosamente teneroso e imbranato per non amarlo ^^

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